Senza glutine nel Regno delle Due Sicilie
Nell’immaginario collettivo, l’alimentazione senza glutine è spesso legata a mode recenti o a esigenze moderne di salute ma, nel cuore dell’Italia meridionale – nelle terre che un tempo formavano il Regno delle Due Sicilie - esiste una lunga tradizione gastronomica naturalmente priva di glutine, sedimentata nella cultura popolare, nelle risorse del territorio e nei metodi di lavorazione tramandati da secoli.
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia condividono un patrimonio agroalimentare straordinario, dove legumi, mais, riso, patate e farine alternative hanno rappresentato per secoli la base dell’alimentazione quotidiana, soprattutto nelle aree rurali e montane.
Una questione di geografia, storia e cultura
Il Regno delle Due Sicilie, fiorente tra il 1816 e il 1861, unificava l’Italia meridionale peninsulare e insulare sotto una stessa bandiera. Ma molto prima ancora, queste regioni avevano sviluppato un rapporto profondo con la terra e il mare, favorendo un’alimentazione fondata su ciò che era disponibile localmente e con tecniche di conservazione e trasformazione oggi riscoperte come “virtuose”. L’uso delle farine di legumi, del mais, delle castagne, del riso e di alcuni pseudocereali locali era molto diffuso in quanto rappresentava un’alternativa economica al grano, spesso più costoso o difficile da reperire in determinate aree interne.
Il Regno delle Due Sicilie, fiorente tra il 1816 e il 1861, unificava l’Italia meridionale peninsulare e insulare sotto una stessa bandiera. Ma molto prima ancora, queste regioni avevano sviluppato un rapporto profondo con la terra e il mare, favorendo un’alimentazione fondata su ciò che era disponibile localmente e con tecniche di conservazione e trasformazione oggi riscoperte come “virtuose”. L’uso delle farine di legumi, del mais, delle castagne, del riso e di alcuni pseudocereali locali era molto diffuso in quanto rappresentava un’alternativa economica al grano, spesso più costoso o difficile da reperire in determinate aree interne.