PIZZA E PASTA ITALIANA

Since 1989

PIZZA E PASTA ITALIANA

Since 1989

Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

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Editoriale del mese

È vero che il peggio è passato e che, pur gradualmente, assieme al lavoro ripartito alla grande, come ci assicurano i dati ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, ripartono ora le scuole in presenza, mentre la sanità, irrobustita dall’impegnativa esperienza vissuta per oltre un anno e mezzo, è oggi in grado di offrire servizi migliori e più veloci, ancor meglio se sarà potenziata la sanità pubblica, con una qualificata rete di medicina sul territorio ed ospedali pubblici più ricchi di medici e di attrezzature, capaci di rispondere con accresciuta competenza e velocemente alle molteplici richieste di chi ne ha bisogno.
 
Scrivo questo perché il mondo del lavoro, costituito anche da chi opera nella ristorazione, dà lavoro a centinaia di migliaia di persone, contribuendo in modo consistente al reddito nazionale. Per questo gli operatori della ristorazione hanno bisogno di avere alle spalle dei servizi pubblici pienamente funzionanti e col Recovery plan in partenza, pensiamo che si possa essere ottimisti. Ci piacerebbe poi che la vita riprendesse con le cose più belle che c’erano prima, con un ritorno alla socializzazione di qualità, ma soprattutto, dai ristoranti alle paninoteche vorremmo trovare un maggior impiego di prodotti di alta qualità.
 
E torno a suggerire una proposta che già numerosi ristoratori, pizzaioli e anche panificatoti stanno realizzando da tempo: indicare nel menu e nella lista dei pani off erti al pubblico l’origine delle materie prime: il nome dei produttori della carne, degli insaccati, del pesce, dei formaggi, dell’olio evo, il grano da cui deriva la farina e come è stato coltivato e così via, perché in futuro – cominciato già ieri – attireranno sempre più i ristoranti e le pizzerie che indicano in Carta l’origine dei prodotti impiegati in cucina, mentre per i fornai quelli che indicheranno nelle tabelle esposte al pubblico, e ben visibili, con quali farine e quale lievito sono prodotte le varie tipologia di pane.

C’è ancora chi guarda il prezzo, per abitudine o per bisogno, e sceglie i prodotti che costano meno, incappando, a volte, in prodotti chiaramente vergognosi. Ma il futuro, con l’aumento della cultura alimentare già in atto, vedrà la gente scegliere con più attenzione, privilegiando i prodotti migliori e, spesso, quelli dalla filiera più corta.  Questo sarà il futuro della ristorazione ed è bene che tutti i professionisti si preparino. Nelle interviste che compiamo e che riportiamo ogni mese in questa rivista, ci sono chef e pizzaioli seri e intraprendenti, attenti al nuovo e soprattutto al buono, proiettati verso il futuro, perché per un numero crescente di consuma-tori  il futuro è già cominciato e se non si è pronti si corre il rischio di restare indietro o, ad-dirittura, di rimanere esclusi.
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di Giampiero Rorato

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