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Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

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Editoriale del mese

È pur vero che ogni anno ci regala cose belle e buone come ci affligge con eventi poco o nulla piacevoli ed anche l’anno che stiamo vivendo non sfugge alla tradizione. E, più che eventi di carattere nazionale, a preoccupare anche il nostro Paese, anche il mondo dell’ospitalità e della ristorazione, sono fatti e situazioni che nascono lontano. L'evento in assoluto più preoccupante è il coronavirus, ormai diffuso in tutto il mondo e anche in Italia e non tanto per i suoi effetti  sulle persone contagiate, visto che si può facilmente guarire salvo alcuni anziani già colpiti da gravi patologie quanto per il panico scioccamente indotto da direttive dei governi nazionale e regionali non sempre corrette e spesso più severe del necessario. Il guaio è che tutto ciò ha frenato le produzioni industriali mettendo in crisi molte fabbriche che, in tempo di globalizzazione, sono fra loro interdipendenti anche a livello internazionale.
 
A soffrirne è e sarà il mondo turistico/alberghiero, quindi ristoranti, pizzerie, alberghi, ecc messo in crisi in tutto il mondo e specie in Italia dove il turismo apporta il 13% del Prodotto Interno Lordo. Ci auguriamo solo che il buonsenso e una corretta informazione possano riportare in breve tempo e ovunque la normalità con la ripresa delle attività produttive, commerciali e turistico alberghiere.. L’altro evento che sta destando non poche preoccupazioni è il distacco della Gran Bretagna dall’Unione Europea, mettendo a rischio non solo il lavoro di decine di migliaia di italiani, soprattutto cervelli molto apprezzati,  attualmente nel Regno Unito anche con mansioni apicali, ma per il pericolo che corre la nostra economia se i prodotti italiani lì esportati – e gli inglesi amano i prodotti italiani a cominciare dal Prosecco – saranno sottoposti a nuovi dazi d’ingresso con grave danno per i nostri produttori e per i posti di lavoro.

Tutto dipende da noi, dalle capacità della nostra classe imprenditoriale, dalle nostre industrie, dai nostri celebri prodotti di vino, di pasta, di salumi, di frutta e ortaggi. Ma per questo sono essenziali due condizioni: che ci sia una seria e convinta unione degli attori in campo – governo, associazioni imprenditoriali, enti fieristici, ecc. – e una più forte solidarietà europea, non dimenticando che i 27 Paesi dell’Unione Europea sono, se uniscono le forze sono la più grande potenza politica ed economica mondiale.   Restando nel nostro Paese, sappiamo che ciò che ci garantisce il progresso di cui abbiamo bisogno si trova nella vasta e complessa rete delle piccole e medie attività, nel mondo dell’artigianato, del commercio, del turismo, dell’ospitalità, della ristorazione. Questi settori sono seri, sani, positivi e, nonostante gli eventi preoccupanti sopra ricordati, possiamo essere ottimisti e operare come sappiamo con bravura e impegno.
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di Giampiero Rorato

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