PIZZA E PASTA ITALIANA

Since 1989

PIZZA E PASTA ITALIANA

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Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

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Editoriale del mese

È sempre successo nel corso dei secoli che l’umanità, ora qui ora là, fosse colpita da grandi sventure, ma mai, come quest’anno, da una pandemia che ha colpito il mondo intero. Siamo di fronte a un evento nuovo, prima inimmaginabile, ma è successo, colpendo quasi ogni Paese del globo terrestre.

Non ci resta che prenderne atto e approfittare di questo tragico evento per capire che il “progresso” comporta anche questi grossi rischi, molto pericolosi per la vita dei popoli. Dobbiamo dunque decidere quale strada vogliamo percorrere: quella dello sfruttamento della terra e delle sue potenzialità per ricercare sempre e comunque, egoisticamente, quello che pensiamo essere il nostro tornaconto o la strada che ci porta ad operare tutti assieme per ricercare un serio e reale equilibrio “uomonatura”, per consentire che la vita possa continuare anche in futuro?
 
Abbiamo tutti ormai capito che lo sfruttamento sfrenato della terra, che, fra l’altro, comporta l’innalzando della temperatura del pianeta con lo scioglimento dei ghiacci polari e lo sconvolgimento delle stagioni, ci porta direttamente a situazione come la pandemia che ha già mietuto centinaia di migliaia di vittime nel mondo e non è ancora finita. La risposta più seria, razionale e condivisibile ce l’ha data con largo anticipo, il 24 maggio 2015, quindi oltre cinque anni fa papa Francesco con la sua “lettera al mondo”, l’enciclica “Laudato sì”, rifacendosi a san Francesco d’Assisi.

Francesco ricordò allora – e continua a farlo – che l’ecologia integrale deve diventare un nuovo paradigma di giustizia, perché la natura non è una “mera cornice” della vita umana. Quella lettera iniziava così: “«Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».
 
L’invito del papa, grande capo morale senza bisogno di eserciti, è quello di dirigere le nostre energie verso un maggior rispetto della natura, come si legge nel bellissimo “Cantico” di san Francesco, prima opera poetica in lingua italiana, composto nel lontano 1224. Non importa di che religione siamo e se anche non ne abbiamo, conta però considerare la vita come il massimo dei valori e fare in modo che possa esprimersi al meglio in un mondo libero da guerre, da veleni e da pandemie. Questo ci chiede il nostro futuro.
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di Giampiero Rorato

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