Pizza e Pasta italiana
Cambiamo forma,cambiamo veste, cambiamo lessico… ma restiamo ciò che siamo da sempre: la rivista italiana della pizza e della pasta per la “gente di pizza e di pasta” di tutto il pianeta. Lo facciamo per dire a chi ci legge che per costruire il futuro è possibile partire dal cibo, che è – e sarà – la nostra vera... PEPITA.
Entrèe
Ciò che chiamiamo tradizione alimentare non è ciò che è rimasto immutato, bensì quanto una comunità, in un determinato momento, sceglie di riconoscere come proprio. È per questo che, a mio avviso, non c’è niente di più falso di una tradizione che resta uguale a se stessa.
Pensate, per un attimo, alle tante rievocazioni storiche a cui assistiamo in giro per l’Italia, soprattutto durante i lunghi mesi estivi: in esse, come hanno avuto di dire studiosi ben più importanti del sottoscritto, il passato che viene messo in scena quasi sempre trova fondamento in fonti storiche ufficiali; poi, però, si ricostruisce nella forma un passato inventato, un po’ più “piacione”.
Venendo al cibo, il grande storico dell’alimentazione Massimo Montanari ha ricostruito nei suoi studi come, ad esempio, l’identità italiana in cucina non sia il residuo di una primordialità conservata ma il prodotto di scambi, contaminazioni e circolazioni di lungo periodo. In un altro contesto socio-geo-grafico, Arjun Appadurai, dando alle stampe un saggio sulla formazione della cucina nazionale indiana, ha sostenuto la stessa tesi, mostrando come le cucine “nazionali” siano costruzioni recenti, veicolate dai ricettari e sostenute da precise dinamiche di ceto.
L’identità, a partire da quella gastronomica, è, dunque, con un certo grado di approssimazione, il percorso che, attraverso una mediazione tra memoria collettiva e memoria storica, contribuisce alla costruzione del patrimonio di saperi di una società e di un individuo.
A tutti coloro che non hanno paura di sentire snaturata la propria identità e restano fedeli al proprio “essere mediterranei” basato sull’accoglienza, sullo scambio e sulla condivisione, è dedicato questo numero di Pizza e Pasta Italiana che parte da Napoli, tra le metropoli più caotiche e indecifrabili del mondo, per raggiungere ogni angolo del mondo con storie, prodotti e rifles-sioni. Perché, in fondo, come ha ben scritto l’antropologo Marino Niola nel suo più recente lavoro: Napoli non è altro che “la capitale dell’anima”.
E solo chi ha un’anima può restare umano.
di Antonio Puzzi
Selezione
Un prezioso condensato di oltre 30 anni di esperienza, ricerca e confronti sui temi a noi più cari: Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura.
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