Pizza e Pasta italiana
Cambiamo forma,cambiamo veste, cambiamo lessico… ma restiamo ciò che siamo da sempre: la rivista italiana della pizza e della pasta per la “gente di pizza e di pasta” di tutto il pianeta. Lo facciamo per dire a chi ci legge che per costruire il futuro è possibile partire dal cibo, che è – e sarà – la nostra vera... PEPITA.
Entrèe
Lo ammetto. Ho avuto bisogno di prendermi una pausa dopo il Pizza World Championship di Parma, perché il “Campionato” – come noi affettuosamente lo chiamia-mo – è un mix di emozioni contrastanti: la felicità di chi torna ogni anno, la tensione di chi arriva per la prima volta, la gioia di chi vince, la delusione di chi si aspettava qualcosa di più. Una volta spenti i forni, giunge il momento di fermarsi a riflettere. Nel numero di Pepita – Pizza e Pasta Italiana che vi consegniamo questo mese, iniziamo a raccontare le storie dei vincitori che ci accompagneranno fino all’estate ma di testimonianze, come accade ogni anno, ne abbiamo raccolte tante, perché chi si mette in gioco ha già vinto. Cosa fa, però, la differenza tra chi sale sul gradino più alto del podio e chi no? È una domanda che voi, pizzaioli professionisti, vi ponete (e ci ponete) tutti i giorni, a volte lucidamente, altre volte con rabbia, cercando motiva-zioni più o meno valide. Di questo abbiamo voluto parlare, in un incontro organizzato insieme a “Le 5 Stagioni”, nell’ultima giornata di Campionato, con alcuni dei più grandi nomi della comunicazione gastronomica: Luigi Cre-mona, Nerina Di Nunzio, Nadia De Ruosi, Giusy Ferraina, Elis Rubino, Lorenza Vitali. É stato uno degli appuntamenti più formativi che abbiamo mai vissuto. Certo, i posti a sedere erano tutti occupati ma non c’era una folla oceanica a fare domande, ascoltare, mettere (e mettersi) in discussione: vuoi vedere che la risposta non vogliamo conoscerla davvero ma preferiamo crogiolarci nelle nostre convinzioni?
Chiudo questo editoriale con un’altra domanda: qual è il ruolo di una fiera al tempo della crisi globale? Da qualche tempo, penso che i grandi eventi creino una “sospensione della realtà”, trasformando le persone in criceti che corrono sulla ruota della propria gabbia e rendendo quei giorni una parente-si che vorremmo dimenticare una volta a casa. Allora, vi invito a leggere l’in-tervista con cui apriamo questo numero: il protagonista è Riccardo Caravita, Cibus and Food Brand Manager di Fiere di Parma che racconta Tuttofood, il primo grande evento globale che l’Italia ospita in questo periodo di (nuova) crisi internazionale. Caravita auspica che il ruolo di una fiera diventi quello di “aiutare a leggere il presente”. E noi siamo dalla sua parte.
Nio
di Antonio Puzzi
Selezione
Un prezioso condensato di oltre 30 anni di esperienza, ricerca e confronti sui temi a noi più cari: Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura.
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