PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

CAMPIONATO MONDIALE DELLA PIZZA

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Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

La rivista nata nel 1989, è la più conosciuta al mondo nel settore specifico e più generalmente nel settore Ristorazione con pizza e Ristorazione classica. Oltre 25 anni di editoria specializzata per operatori del settore. Sfoglia la rivista online: tutto quello che succede nel mondo pizza, e non solo, viene riportato con precisi reportage, rubriche e redazionali.

Editoriale del mese

Abbiamo atteso alcune settimane prima di scrivere questo editoriale, convinti che il mondo ristorativoalberghiero – alberghi, ristoranti, pizzerie, bar, enoteche, ecc. – dovendo obbligatoriamente fare i conti con la realtà che ci circonda, deve innanzi tutto conoscerla per poter assumere provvedimenti e atteggiamenti che consentano non solo di evitare i pericoli sempre incombenti, ma di essere protagonisti nel nuovo corso che la storia sta imboccando.

Ci sono stati nel 2019 dei grandi eventi internazionali che hanno inciso profondamente sul cammino della storia. Ricordiamo il “fenomeno” Greta Thunberg che ha dato vita a un movimento mondiale per la salvezza del creato, contro tutto ciò che danneggia la terra in cui viviamo. Pensiamo agli studenti di Hong Kong insorti per difendere la libertà e la democrazia dell’ex colonia britannica e ancora a gran parte del popolo venezuelano, insorto per riconquistare la democrazia. Dall’Italia è partito un movimento studentesco che ha coinvolto persone d’ogni età, le “sardine”, che continua a dilagare nelle piazze italiane ed europee, contro la politica dell’odio, contro il dannoso sovranismo, a favore della solidarietà e dell’accoglienza. E poi in Francia, dapprima i  “gilet gialli” e poi gran parte delle categorie popolari contro l’aumento delle tasse e la riforma delle pensioni. Senza dimenticare quel che succede da tempo in Catalogna, in diversi Paesi africani e in vaste aree del Vicino Oriente.
 
Tutto questo dimostra che una buona parte degli abitanti del pianeta non accetta lo “statu quo”, e vuole cambiare. Non è compito nostro indicare soluzione, non siamo né politici né maghi, ma capire quello che sta succedendo è dovere di tutti. In Italia si potrebbe vivere meglio, ne siamo tutti convinti; il mondo ristorativoalberghiero dovrebbe essere il fiore all’occhiello del nostro Paese, capace di attirare un maggior numero di turisti, specie nel centrosud e nelle isole, luoghi straordinari, ricchi di storia, arte, bellezze paesistiche e archeologiche, creando molti nuovi posti di lavoro. Ma ancora così non è, perché c’è una burocrazia frenante e una politica non sempre capace; mancano infrastrutture, moderne strutture alberghiere e adeguati villaggi turistici, mancano strade e autostrade veloci, mancano treni ad alta velocità che raggiungano Bari, Reggio Calabria, Palermo, Ragusa.  
 
Cosa intanto possono fare ristoranti e pizzerie? Certamente impegnarsi per essere tra i più accoglienti d’Europa – come succede in Spagna – con personale preparato. Chiediamoci: dove vanno le decine di migliaia di diplomati che escono annualmente dagli Istituti e dalle Scuole turisticoalberghiere italiane? Quanto costano allo Stato e perché la grande maggioranza dei diplomati esce subito dal settore per cui ha studiato? Cominciamo a riflettere e pensiamo a come non farci sorpassare da Spagna, Francia, Gran Bretagna, Austria ed ora anche da Slovenia, Croazia e Montenegro.
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di Giampiero Rorato

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