PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

La rivista nata nel 1989, è la più conosciuta al mondo nel settore specifico e più generalmente nel settore Ristorazione con pizza e Ristorazione classica. Oltre 25 anni di editoria specializzata per operatori del settore. Sfoglia la rivista online: tutto quello che succede nel mondo pizza, e non solo, viene riportato con precisi reportage, rubriche e redazionali.

Editoriale del mese

Il coronavirus ha creato a molti operatori del settore ristorativo enormi problemi per la prolungata chiusura dei locali e per le difficoltà che incontra il lento ritorno alla normalità. Non tutti, soprattutto ristoranti, potranno riaprire, neppure se stellati – e qualcuno ha già chiuso – e il promesso intervento dello Stato per aiutare a superare questo difficile momento non sempre o non ancora è arrivato e, comunque, è spesso insufficiente.
 
Il futuro resta per molti problematico, eppure le soluzioni ci sarebbero. La prima sta nella decisa determinazione di ristoratori, titolari di pizzerie, cuochi e pizzaioli di presentarsi al meglio sulla piazza, mantenendo costanti i prezzi, senza gravare sui clienti la riduzione dei posti, perché la situazione attuale non durerà per sempre e, appena ci saranno i vaccini, tornerà la normalità. Da soli si può anche resistere, ma ci vuole dell’altro, a cominciare – oltre che dal sostegno dello Stato anche sotto il profilo fiscale da un deciso rilancio del turismo che è ormai la prima voce del PIL – Prodotto Interno Lordo – italiano, come dire che esso rappresenta l’entrata maggiore per lo Stato e un formidabile aiuto a molte attività ristorative. Il ritorno a un turismo normale, com’era, ad esempio, lo scorso anno, significa, se lo Stato è deciso a sostenere adeguatamente il settore, con la conseguenza che gli stranieri torneranno in tutta Italia, lungo le coste, in montagna, ai laghi, nelle città d’arte piccole e grandi, contribuendo in modo forte anche alla normalizzazione delle attività ristorative.

Ma ci vuole anche l’impegno delle Regioni e dei Comuni per rendere ancora più appetibile il rispettivo territorio. Garantire la sicurezza dei turisti, curare l’arredo urbano e la cartellonistica stradale, abbellire i paesi e le aree turistiche aiutando, quando serve, anche i privati, assicurare strade efficienti e senza buche – vedasi il caso Roma –, sostenere le attività del tempo libero, sono solo alcuni aspetti che molti comuni seguono con encomiabile impegno, ed è auspicabile che ciò avvenga in tutta la penisola, specie al Sud, dove già ci sono straordinarie attrattive paesistiche, archeologiche, storiche, artistiche e culturali per i turisti, tutti valori che meritano di essere esaltati.
 
Questa rivista, grazie anche ai contatti intercorsi in questo periodo con numerosi operatori, in particolare ristoratori e pizzaioli, guarda con fiducia al futuro, nella certezza che l’unione delle forze le istituzioni e gli operatori privati consentirà di ammodernare e rendere più attrattive anche le attività ristorative, nel rispetto della sicurezza per tutti, mostrando ancora una volta l’alta civiltà del nostro Paese e la solida professionalità quanti operano nel vasto e complesso mondo ristorativo italiano.
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di Giampiero Rorato

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