PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

La rivista nata nel 1989, è la più conosciuta al mondo nel settore specifico e più generalmente nel settore Ristorazione con pizza e Ristorazione classica. Oltre 25 anni di editoria specializzata per operatori del settore. Sfoglia la rivista online: tutto quello che succede nel mondo pizza, e non solo, viene riportato con precisi reportage, rubriche e redazionali.

Editoriale del mese

Stiamo attraversano un periodo non proprio felice, soprattutto per le turbolenze internazionali i cui riflessi arrivano fin nel nostro Paese, a cominciare dai nuovi dazi imposti dal Presidente USA Donald Trump all’Europa e all’Italia, poi c’è la Brexit, ci sono le vicende che rendono incandescente le strade e le piazze di Hong Kong, ci sono i ghiacciai e le calotte polari che vanno liquefacendosi e in Brasile c’è Bolsonaro che protegge chi sta distruggendo le foreste amazzoniche, che garantiscono il 20% dell’ossigeno di cui l’umanità ha bisogno. C’è sempre stato nel mondo chi chi crede che l’interesse del proprio Paese stia nell’isolarsi dal mondo e chi pensa che distruggendo le foreste o facendo aumentare la produzione di CO 2 si viva meglio. Ma non è così.
 
Noi italiani siamo un popolo che ama la libertà, il buon governo, il lavoro, una vita dignitosa, la pace sociale. Ma sappiamo anche che da soli non riusciamo a raggiungere i traguardi di benessere cui aspiriamo, perché l’Italia è troppo piccola rispetto alle grandi potenze mondiali – USA, Russia, Cina in primis - per cui, se siamo soli, dobbiamo soggiacere a quanto decidono gli Stati più potenti.
Ma un’alternativa c’è ed è stata chiaramente individuata.  Possiamo assicurare la nostra libertà e il nostro benessere se apparteniamo a una grande potenza che si fonda sulla democrazia, che considera i cittadini tutti uguali fra loro, che non vuole la guerra e si impegna ad assicurare a tutti i suoi cittadini lavoro e pari dignità.
 
Quasi settant’anni fa, alcuni illuminati statisti – in particolare l’italiano Alcide De Gasperi, il tedesco Konrad Adenauer e il francese Robert Schuman – ritennero che per risollevare gli Stati europei dai disastri dell’ultima guerra mondiale con milioni di morti, città distrutte, attività produttive cancellate, per garantire e consolidare la pace e democrazia in tutti i Paese europei, per ammodernare ogni Paese e assicurare un lavoro a tutti, fosse necessario unire i singoli Stati in un unico Grande Paese: l’Europa.  Sapevano che l’impresa da loro sognata avrebbe richiesto il convinto impegno di più generazioni, ma sapevano anche che quella era l’unica strada per permettere agli abitanti dell’Europa di porsi alla pari delle grandi potenze.
 
La visione di quei tre grandi statisti è ancora pienamente valida, anzi, in questo periodo poco felice, ancor più necessaria non solo per garantirci pace, libertà e democrazia, ma per permetterci di essere davvero padroni a casa nostra, in Europa, e non un piccolo vaso di coccio tra grandi potenze mondiali che decidono quello che fa loro più comodo, mentre i piccoli Stati devono sottostare e obbedire.    
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di Giampiero Rorato

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