PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

La rivista nata nel 1989, è la più conosciuta al mondo nel settore specifico e più generalmente nel settore Ristorazione con pizza e Ristorazione classica. Oltre 25 anni di editoria specializzata per operatori del settore. Sfoglia la rivista online: tutto quello che succede nel mondo pizza, e non solo, viene riportato con precisi reportage, rubriche e redazionali.

Editoriale del Mese

L'Italia non è un Paese per bambini.
 
Non sono solito lasciarmi andare a espressioni così perentorie ma credo di poter fare un’eccezione in questo caso. Forse ci stiamo disabituando alla loro presenza, visto che – secondo i dati diffusi dall’ISTAT – i bambini nati nelle regioni dello Stivale nel 1964 erano un milione mentre nel 2023 le anagrafi tricolore hanno iscritto solo 379.000 nuovi nati (cioè oltre il 62% in meno, che equivale a più di un punto percentuale perso ogni anno). Nel contempo, però, si eleva la speranza di vita media, arrivando a 83,1 anni (81,1 per gli uomini e 85,2 per le donne) mentre il numero stimato di ultracentenari ha raggiunto a inizio 2024 il record storico, superando le 22.500 unità (2.000 in più del 2022). Stiamo dunque diventando un Paese di agée, uno di quei paradisi in cui trascorrere la pensione… per chi ci arriva.

Un Paese senza bambini è però un Paese senza visione. Possiamo trovare un colpevole per questo crollo demografico? No, perché non ce n’è uno soltanto e le cause sono di uno spettro troppo ampio per finire nelle poche righe di un’editoriale di una rivista che si occupa di cibo e imprese. Di contro, mi sembra più che mai opportuno invitare a prendersi cura di quei pochi figli che abbiamo. Partendo (anche) dalla pizzeria e dal ristorante, come facciamo in questo numero. Frasi come: “i bambini al ristorante creano confusione”, “il problema non sono i bambini, sono i genitori” o – da parte del cliente – “da quando è nato nostro figlio, preferiamo non andare più a mangiare fuori”, “coi bambini puoi andare al massimo al fast food” sono quanto di peggio si possa regalare al nostro futuro. È capitato anche a me di ricevere un rifiuto ad essere accolto in un locale quando mio figlio aveva meno di un anno e anche io mi sono scoraggiato e ho iniziato a pensare che, tutto sommato, sarebbe stato meglio non uscire col passeggino. Poi, però, nel corso degli anni, mi sono reso conto che sarebbe stato più opportuno cercare quelle strutture felici di ospitare le tante tipologie di famiglie del nostro tempo e spingere altri locali a seguirne l’esempio. E voi che ne dite? Facciamo insieme un pezzo di strada per costruire un’Italia “a misura di bambino”?

Un affettuoso saluto,
nio
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di Antonio Puzzi

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