Volete farvi scegliere tra decine di proposte su un’unica app? Ecco come fare.

L’infrastruttura informatica, l’esperienza e soprattutto la grande quantità di utenti delle multinazionali sono il massimo al quale puntare, oltre che una buona garanzia di sicurezza nei confronti dei rider che vengono gestiti da software (grazie ai famigerati algoritmi...) che in teoria dovrebbero garantire l’assegnazione dell’ordine del vostro cliente al miglior rider disponibile.

Lungi da me il voler giudicare un sistema di cui si è detto e scritto tanto (anche troppo); ricordiamoci sempre che i rider, siano essi di una piattaforma multinazionale o stretti collaboratori diretti del ristorante, sono persone e meritano un po’ di umanità ed attenzione.

Le aziende più grandi – ovviamente – come Justeat, Deliveroo, Glovo, UberEats hanno un’infrastruttura in grado di assorbire e spalmare qualche “perdita” soprattutto sul prezzo della consegna a domicilio: non si spiegherebbe altrimenti la forbice tra i 2-2,5€ delle multinazionali ed i 5-7€ di qualche operatore locale. Richiamo la vostra attenzione sulla possibilità, al di là dell’app, di valorizzare i costi di consegna offrendo un servizio diretto e qualitativo che si distingua dalla massa.
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Per il cliente non è tanto il cibo quanto la soglia psicologica del costo di servizio a creare qualche dubbio; quindi, attenzione a gestire il food cost ed il listino prezzi in modo da rientrare sempre in modo vincente (quindi remunerato) nella competizione con gli altri ristoratori.

La puntualità e la gestione del contatto con il cliente, nonché i dati di interfaccia sono un capitolo spinoso e nebuloso. Nell’affidare ed affidarsi per le consegne ad una multinazionale, spesso si tende a considerare la “vita” dell’ordine del cliente conclusa dopo il suo iter nel ristorante: arrivo della comanda, trasmissione alla cucina, preparazione ed affidamento al rider. Attenzione al feedback e soprattutto sperimentazione continua vi aiuteranno a comprendere che per il cliente l’ordine si conclude con la soddisfazione, che di solito segue una consegna fatta in tempi e modi razionali. Purtroppo, ricerche e dati di mercato sui consumer ci raccontano una storia ben diversa.
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Se per puntualità i quattro big player del mercato si sono spesso scontrati senza però “vincitori”, altrettanto non si può dire per la qualità. E qui il partner commerciale della delivery vi può far fare la differenza tra successo ed insuccesso.

In alcuni test si è evidenziata una carenza nella scelta dei materiali di confezionamento con scarsa igiene derivante da sversamenti, sbattimenti e posate mal confezionate: questo è un lavoro di ricerca, sviluppo e implementazione che resta in capo ai ristoratori.
La parte legata a temperature e tempi di consegna è invece un preciso dovere del rider/piattaforma, ma anche qui ci addentriamo in un ginepraio: l’HACCP prevede per il trasporto a caldo del cibo una temperatura minima di 65°C... avete mai testato cosa succede al vostro cibo portato dal rider a casa dei vostri clienti? Anche in questo caso un test fatto magari con un amico potrebbe dare delle sorprese! Tornando a cosa succede prima di un ordine, torniamo alle app con le quali si interfacciano gli utenti delle varie aziende e che influiscono sulla loro scelta: non serve essere dei tecnici per valutarle, ma prestate sempre attenzione a tre elementi in particolare.
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1 In quasi tutti i casi, l’IT designer avrà progettato lo stile e l’interfaccia ottimizzandone la velocità e la semplicità via web, ma ancor di più via mobile da cellulare.

2 La seconda e vitale attenzione è quella all’immagine del cibo: vi chiederanno delle foto per ogni piatto inserito o per i principali piatti del vostro locale. Vale la pena dunque fun fotografo professionista che usi i piatti antiriflesso e le giuste luci per valorizzare il vostro lavoro. La foto dello stesso piatto fatta da mano esperta o dallo smartphone di un ragazzo della brigata di cucina possono avere effetti grafici molto diversi, in qualche caso addirittura catturare o far scappare il cliente!

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3 Un terzo ed ultimo aspetto riguarda la lunghezza e la navigabilità del menù: sulle app “less is more”. Concentratevi sui fondamentali (le pizze più ordinate, ad esempio) e su preparazioni stagionali, fuori menù o variazioni, ma state ben attenti a non esagerare nelle opportunità di personalizzazione delle vostre ricette perché ogni cambiamento è un potenziale errore. In ultimo è consigliabile chiedere sempre di valorizzare gli allergeni, così come in carta al ristorante.

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di Domenico Maria Jacobone

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