OBA

PIZZA, PASSIONE E SEMPLICITÀ

El Anbri Abdessamad, per tutti semplicemente Oba, un pizzaiolo appassionato, un ragazzo entusiasta e sorridente che ti colpisce subito per la sua dedizione. La sua “Loop Pizzeria” si trova ad Albignasego, in provincia di Padova ed è una storia di scommesse vinte, fatte di impasti e voglia di riuscire.
Lui è nato in Italia - e lo si capisce da quel suo accento veneto che fa da padrone nei suoi racconti – mentre la sua famiglia arriva a metà degli anni ’80 dal Marocco, un po’ come tante altre alla ricerca di una svolta, di un lavoro. Dopo diversi tentativi, si stabiliscono in provincia di Padova dove Oba cresce e un po’ mette radici. La pizza non fa parte del suo DNA, non è un mestiere tramandato ma un’occasione colta al volo che gli ha cambiato la vita, regalandogli una grande passione che dura nel tempo.
Oba, con il suo percorso professionale, le sue ricerche e la sua voglia di crescere e imparare nel mondo pizza, smonta completamente certi stereotipi e chi lo conosce e conosce il suo prodotto ce ne dà subito conferma. Abbiamo conosciuto Oba lo scorso giugno a Piazza dei Signori a Vicenza, durante l’evento “Pizza in Piazza”, un festival di tre giorni organizzato dall’Associazione “Eccellenza nella Pizza” (AEnP), dedicato all’evoluzione della pizza sul territorio. Curiosi, non solo siamo andati ad assaggiare ma gli abbiamo fatto un bel po’ di domande e, a quanto pare, Oba con la sua pizza è andato oltre le aspettative di tutti.
 
Oba, come ti avvicini alla pizza?
Strano ma vero, mi sono innamorato della pizza a Londra e non in Italia. Lavoravo come lavapiatti in un locale della città, dove mi sono trasferito dopo aver concluso le scuole nel 2014 in cerca di un lavoro per aiutare la famiglia. Un giorno il pizzaiolo si è licenziato e mi sono offerto di sostituirlo. Di pizza sapevo poco e niente ma sapevo che non volevo rimanere a lavare piatti. Ho imparato così, giorno dopo giorno… e pensare che il mio sogno era quello di fare il meccanico, perché ho sempre amato i motori.
 
Poi però decidi di tornare in Italia…
Sì, sono tornato nel 2017, all’inizio facevo diversi lavori per mantenermi e ho fatto la cosiddetta gavetta in alcune pizzerie della provincia di Padova. Per anni ho fatto sempre e solo pizze, addirittura anche nelle feste di paese ma il mio chiodo fisso era di avere un locale tutto mio. Così, ho deciso di vendere la mia macchina e di aprire la prima pizzeria nel 2021. Nel 2024, abbiamo venduto quella pizzeria e ne abbiamo aperta una nuova, più grande, con 70 posti a sedere, vicino Padova, ad Albignasego.
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Da qui inizia - e anche in salita - la storia di Loop Pizzeria. La voglia di riuscire si percepisce immediatamente. Oba non si improvvisa nel suo lavoro ma studia sempre: ha frequentato corsi con Gabriele Bonci, che lo illumina sul mondo della pizza in teglia; i suoi idoli sono Simone Padoan e Renato Bosco, maestri e punti di riferimento sul territorio. E poi arriva anche l’AEnP.
Ho deciso di entrare a far parte di AEnP proprio per avere la possibilità di scoprire e imparare ogni giorno qualcosa di nuovo nel fantastico mondo della pizza. Per esempio, ho trovato molto utile il corso di Bonci e adesso non vedo l’ora di farne uno con Sami El Sabawi di “A’Rota”, il ragazzo egiziano che seguo da molto tempo sui social. Sono davvero curioso di conoscerlo di persona. Il percorso intrapreso con “Eccellenza nella Pizza” ha contribuito alla mia crescita e, se qualcosa sta cambiando in Veneto, penso lo dobbiamo anche a questa community di pizzaioli e alla filosofia che li unisce.
 
Cos’è per te “Loop”?
Un sogno diventato realtà: per me era un traguardo quasi irraggiungibile, avevo in testa di poter servire i clienti seduti, vederli scegliere dal menu le mie pizze. Ora che tutto ciò è vero, mi riempie di soddisfazione e orgoglio. All’inizio non è stato facile; poi, grazie anche a un lavoro incrociato di promozione e di comunicazione social, ci siamo fatti conoscere. L’obiettivo, mio e di mia moglie, è dare vita a un posto speciale: “Loop” deve essere un progetto comfort intorno a una pizza di qualità, che ha delle caratteristiche riconoscibili.
 
E quali sarebbero queste caratteristiche? Molti l’hanno definito un indirizzo per la buona pizza. A questo punto, parlaci della tua pizza: perché piace così tanto, secondo te?
Il mio impasto è nato da tantissime prove (molte non riuscite), perché all’inizio pensavo che, per avere un impasto fatto a regola d’arte, bisognava utilizzare tecniche molto complicate o magari blend di farine particolari. Poi sono arrivato alla conclusione che in realtà le cose più semplici il più delle volte sono le migliori. Infatti, il mio impasto è un semplice diretto lievitato in massa per 16 ore e altre 4 in cassetta e realizzato con 100% farina tipo 0. Lavoro su due prodotti: la napoletana contemporanea con bordi più alti e alveolature più accentuate con un’idratazione al 75%, e la napoletana classica, che mantengo più bassa nella stesura con un 60% di idratazione. Il risultato è un prodotto molto leggero e digeribile. Per quanto riguarda i topping, scelgo solo ingredienti freschi e di qualità, che arrivano un po’ da tutta Italia: molti sono Presidi Slow Food, DOP e IGP. Le verdure sono prettamente del territorio, possiamo dire a Km0 e solo stagionali: abbiamo infatti il nostro fornitore di fiducia a due passi dalla pizzeria, dove passo ogni giorno per la spesa dei vegetali. Anche nel caso del gusto, punto a essere riconoscibile nella semplicità, senza dover stupire a tutti i costi.
 
Qual è la pizza che piace di più da “Loop”? La più richiesta?
La mia pizza preferita è la Marinara Extra, un bestseller per il primo anno da Pizzeria Loop, composta da una generosa passata di pomodoro riccio casertano, aglio fresco, olive caiazzane, alici di Cetara e coulis di basilico. Altra nostra specialità è la pizza con bufala e crudo, con una base di pomodorini giallo oro del Vesuvio, bufala di Paestum, crudo di Parma stagionato 24 mesi e grana fino: anche questa è una pizza molto gettonata, soprattutto in estate.
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Cosa ti piace del mondo pizza? E dove o come ti vedi tra un po’ di tempo nel panorama della pizza?
Mi sono innamorato del mondo pizza perché fare da mangiare (sempre con qualità) alle persone mi dà moltissime soddisfazioni: quando un cliente ti guarda e dice che non ha mai mangiato una pizza come la tua, penso non abbia prezzo. E poi ho anche scoperto nel tempo che impastare e stendere la pizza è la mia più grande passione, di conseguenza ci metto il cuore e l’anima. Mi piace pensare che tra qualche anno la mia “Loop” sia un punto di riferimento per tutto il Veneto, un posto dove mangiare una pizza semplice ma sempre di alta qualità, dove si possono scoprire ingredienti e sapori nuovi.
 
Com’è secondo te e quanto sta crescendo la pizza nell’area del Veneto?
Da quando sono qui, mi sono accorto del grande salto in avanti che ha fatto la pizza nella mia regione, con una grande attenzione per la pizza come prodotto di qualità e di valore, sia da parte dei pizzaioli che del pubblico. Fino a 10 anni fa, per esempio, sarebbe stato impensabile vendere la nostra Marinara Extra a 12,50 euro ma, per fortuna, la mentalità è cambiata e la maggior parte della gente non guarda alla pizza come a un alimento povero e solo per saziarsi ma a qualcosa di più alto con cui fare un’esperienza gastronomica. Stessa cosa vale per i miei colleghi: molti hanno capito che per restare sul pezzo e sfidare il futuro serve aggiornarsi e seguire solo la strada della qualità.
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di Giusy Ferraina

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