“Una pizza tutta per me”

Silvia Da Re, campionessa di Pizza Homemade

La pizza ha i suoi appassionati, non solo a tavola ma anche ai forni. Appassionati che non sono professionisti ma “semplici” impastatori amatoriali che, a furia di esercitarsi, hanno trasformato un hobby in una capacità tecnica che potrebbe competere in risultati con tanti pizzaioli di mestiere.
 
Di questa speciale fenomenologia si è accorto il Campionato Mondiale della Pizza, che dallo scorso anno propone il World Best Homemade Pizza: non solo una gara ma un riconoscimento ufficiale al valore culturale e gastronomico della pizza fatta in casa. Ad aggiudicarsi il titolo di campione in questa edizione 2026 è stata Silvia Da Re, che porta con sé una storia speciale e una passione per la pizza nata per caso e per curiosità, cresciuta negli anni tra un impasto e l’altro e che forse neanche lei immaginava arrivasse fino alla conquista di un podio.
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52 anni, di Padova, Silvia è un’ex ostetrica, ha un marito, due figli e quattro chihuahua. La pizza dal 2020 è parte “affettiva” della famiglia, perché è proprio durante la pandemia che Silvia inizia a impastare e, da allora, non ha più smesso. “La mia passione per la pizza è nata in modo insolito”, ci racconta. “Sono una sportiva e pratico la corsa e il mio coach mi sconsigliò anni fa di mangiare pizza perché poco adatta alla mia alimentazione. Così, ho deciso di prepararmela da sola, con l’obiettivo di un prodotto leggero e digeribile. Da questa necessità è nata una vera passione che nel tempo si è trasformata in ricerca e continua sperimentazione”.
 
Da quella prima volta, la pizza a casa si fa con una frequenza di due volte a settimana, e come spiega la neo-campionessa: “All’epoca mi sembrava di ottenere ottimi risultati; oggi, con l’esperienza riconosco che quelle pizze erano ancora molto lontane da una pizza ben fatta. Tuttavia, erano digeribili ed era proprio quello il mio obiettivo iniziale”.
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Dalla chiacchierata che abbiamo fatto si percepisce subito che Silvia Da Re è innamorata della pizza: “Della pizza mi piace tutto. Amo l’intero processo: dalla scelta delle farine allo studio dell’impasto, dalle fermentazioni alla stesura, fino alla cottura. Mi affascina la cura del dettaglio perché secondo me è un equilibrio continuo tra tecnica, sensibilità e creatività. Mi piace sperimentare, studiare farine diverse, lavorare sui blend, sulle idratazioni e sui processi fermentativi per comprendere come ogni variabile influenzi il risultato finale”.
 
Se, da un lato, c’è tanta ricerca e studio, dall’altro non manca la creatività. “Mi considero - ci racconta - decisamente creativa: parto da ingredienti di qualità per costruire abbinamenti che abbiano un senso gustativo e narrativo. Anche se penso che sia la Margherita nella sua semplicità a racchiudere la vera perfezione”.
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E tanta creatività la troviamo anche nella pizza con cui Silvia si aggiudica il primo posto al mondiale di Parma. Si chiama Bufala in tre atti ed è una pizza che racconta la bufala attraverso diverse consistenze e sfumature. Un impasto realizzato con metodo indiretto, utilizzando una biga al 50% maturata a 18°C con farina Creativa della filiera OIRZ e successivo rinfresco con IntensaOro. Per il topping, bufala in tre espressioni differenti: la delicatezza del roastbeef, la cremosità della mozzarella di latte di bufala e il carattere deciso di una scamorza affumicata di bufala. La componente vegetale è affidata a erbette spontanee raccolte personalmente; a completare il piatto, c’è un dressing di senape alleggerita, studiato per esaltare gli altri ingredienti senza sovrastarli.
 
“In realtà, l’idea di una pizzeria mi affascina molto. Se un giorno decidessi di trasformare questa passione in un progetto concreto, immaginerei un locale con pochi posti a sedere, curato in ogni dettaglio e orientato alla massima qualità. Più che una pizzeria tradizionale, mi piacerebbe creare un luogo dove ogni elemento, dall’impasto all’abbinamento nel calice, contribuisca a offrire un’esperienza gastronomica completa”.
 
Nell’attesa che il sogno si realizzi, Silvia continua a sfornare e confessa: “Se devo essere sincera, la mia pizza preferita resta quella che preparo io. Dopo anni di prove, riesco a realizzare una pizza che rispecchia perfettamente il mio gusto. E quindi, scherzando ma non troppo, la mia pizzeria del cuore è casa mia!”
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Giusy Ferraina

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