Frumentario.

La storia emergente di Lorenzo De Angelis.

C’è una storia di riscatto, passione pura e profondo rispetto per la materia prima dietro al verdetto finale di “Emergente Pizza 2026”, andato in scena alla Villa Reale di Monza. Il prestigioso concorso ideato da Luigi Cremona e Lorenza Vitali, che da oltre vent'anni scova i migliori talenti under 30 della ristorazione italiana, ha decretato un trionfo ex-equo.
A salire sul gradino più alto del podio sono stati Sofia Paba (della “Locanda Sa Matracca” a Cagliari) e Lorenzo De Angelis, talento romano di “Frumentario” (Roma).
 
Per Lorenzo, 27 anni, questo successo non è solo un traguardo professionale ma il coronamento di un viaggio umano straordinario, iniziato quasi per caso tra i motorini delle consegne a domicilio e decollato grazie a un talento innato da autodidatta.
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La sua storia non segue il classico percorso accademico. Iscrittosi all'università e dopo aver cambiato molti lavori diversi senza mai trovare la propria vera vocazione, la scintilla scatta solo pochi anni fa. Lavorando come fattorino per le consegne, si innamora perdutamente del mondo della pizzeria, unendo questa folgorazione a una passione viscerale per la cucina che coltivava da sempre.
 
Da quel momento, inizia un percorso da autodidatta puro: libri, internet, infinite sperimentazioni casalinghe. Un anno e mezzo fa, la svolta: il titolare di “Frumentario” ne intuisce il potenziale immenso e gli propone di fare il grande salto dietro al bancone. Una scommessa stravinta, che oggi ha portato Lorenzo a confrontarsi e a vincere contro i migliori giovani professionisti del paese.
 
"Non mi aspettavo un risultato così importante perché il livello della competizione era altissimo. Speravo in un bel posizionamento ma vincere è stato incredibile. In queste competizioni, oltre alla gara, la cosa stupenda è stata stringere legami e rapporti di colleganza con gli altri ragazzi", dichiara Lorenzo.
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A convincere la giuria di grandi chef e critici gastronomici d'Italia, è stata la sua straordinaria capacità di interpretare anche la prova obbligatoria "Pizza No Waste", combinando l'obbligo di inserire un salume “Levoni” (la scelta è ricaduta su un guanciale) con una filosofia culinaria totalmente devota alla stagionalità e al recupero.
Il piatto forte è stato una “Vignarola rivisitata”, un omaggio alla primavera romana, trasformato in un perfetto topping per la pizza: un bilanciamento magistrale di sapori e consistenze.
 
Lorenzo ha dimostrato che la lotta allo spreco non è un limite ma una grandissima opportunità creativa:
"Per me l'assenza di scarti è una prerogativa, non una difficoltà. La Vignarola è nata proprio per dimostrare come un piatto della tradizione povera e del recupero possa trasformarsi in una pizza contemporanea".
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Lavorare sotto gli occhi dei mostri sacri della cucina italiana è stata un'emozione indescrivibile:
"Vederli assaggiare la mia pizza è stato un onore immenso. Durante la gara, ho ricevuto molti complimenti anche per la postura e il comportamento davanti al forno e, per questo, devo ringraziare infinitamente il titolare del locale dove lavoro. Tutto quello che so, l'opportunità di imparare cose nuove ogni giorno e la disciplina, me le ha insegnate lui".
 
I passati vincitori di Emergente Pizza oggi guidano le classifiche mondiali: basti pensare a nomi come Pier Daniele Seu. Lorenzo, però, preferisce mantenere i piedi ben saldi a terra, conscio del fatto che la fretta sia cattiva consigliera. Il suo obiettivo per i prossimi anni è approfondire ulteriormente le tecniche culinarie da applicare agli impasti. E, se gli si chiede dove si vede tra 5 anni, la risposta è lucida e determinata:
"Mi vedo a capo di un'attività mia. Ma oggi il livello generale è altissimo, si tocca con mano la bravura dei colleghi. Un passo del genere si fa solo quando si è pronti al 100%. E io voglio arrivarci preparato, maturo e perfetto".
 
Le premesse non lasciano dubbi: il futuro della pizza contemporanea ha già un nuovo, grande protagonista.
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Annatina Franzese

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