Un viaggio chiamato pizza
Omaggio ai pizzaioli “che fanno la rivoluzione”
Dall’Italia al Giappone, passando per l’Europa e gli Stati Uniti, la pizza vive oggi una stagione d’oro, che può essere raccontata come un grande viaggio.
È un percorso che nasce nel Sud Italia e si diffonde nel mondo, seguendo le rotte di maestri capaci di trasformare un mestiere antico in un linguaggio universale, fatto di tecnica, cultura e identità condivisa.
Ma, se la pizza oggi è diventata un alfabeto globale capace di accogliere ogni sperimentazione, lo deve anche a chi, in America, ha agito come pioniere della rottura.
Mentre i Maestri italiani esportavano la tecnica, oltreoceano due figure ribaltavano il concetto di pizza:
Ed LaDou, l’anarchico della California-style, che trattò la pizza come una tela bianca per l’alta cucina, e Sam Panopoulos, che con la sua “Hawaiian” (la celebre pizza con l’ananas), nata per gioco nel 1962, ha creato il mito pop più divisivo di sempre, dimostrando che la pizza non aveva più confini.
Ed LaDou, l’anarchico della California-style, che trattò la pizza come una tela bianca per l’alta cucina, e Sam Panopoulos, che con la sua “Hawaiian” (la celebre pizza con l’ananas), nata per gioco nel 1962, ha creato il mito pop più divisivo di sempre, dimostrando che la pizza non aveva più confini.
In questo lungo percorso tra rigore e frontiere, la pizza ha compiuto il suo miracolo più grande: restare fedele a se stessa pur cambiando pelle in ogni dove, liberandosi dai dogmi e compiendo un’infinita rivoluzione.
Per ricostruire questo “cammino”, vogliamo però ricordare alcuni dei nomi che hanno maggiormente rivoluzionato il mondo pizza in questi ultimi anni.
I protagonisti
Partiamo, allora, da L’Antica Pizzeria da Michele, insegna storica napoletana fondata nel 1870: simbolo dell’ortodossia.
