E se il pub del futuro fosse senza alcol?

Una “pazza idea” che arriva dall’Irlanda

Bere senza alcol ma senza perdersi il gusto di un cocktail o di una birra?
Si può… Una formula sperimentale, che ha fatto timidamente capolino qualche anno fa e che nel corso dell’ultimo lustro ha conquistato la sua platea di fan e di “santi bevitori”. Il “no alcol” è infatti uno dei food trend del 2024, che pare sia destinato a rafforzarsi nei prossimi mesi, abbracciato con entusiasmo dalla Generazione Z e dai Millennial che sanno bere “alternativo” ma anche da produttori e mixologist. Questi ultimi in particolare si stanno, infatti, orientando verso una serie di cocktail analcolici, che promettono di avere lo stesso gusto degli iconici drink ma senza apporto alcolico (e calorico, così per non avere sensi di colpa).
pizza-(1).png
Siamo davanti a una visione più salutare del bere e del mangiare?
Sicuramente non diventeremo astemi ma si stanno delineando nuovi consumi e nuovi forme di esperienza anche dell’intrattenimento a tavola. La grande novità analcolica arriva da Dublino con il “Board”, il primo pub della città senza alcol e con tanti giochi da tavolo. Qui si servono birre artigianali, mixology di ricerca ovviamente tutto alcol free e vige una sola regola: “Chi perde paga il prossimo giro!” Di recente apertura, “Board”, che ha inaugurato a febbraio 2024, ha già riscosso un inaspettato successo di pubblico. Siamo nel cuore della capitale irlandese e soprattutto di fronte ad un nuovo concetto di pub. La particolarità di Board sta tutta nell’offerta: bevande analcoliche e ben 200 giochi da tavolo. In poco tempo, questo locale “alcol free” è diventato il posto dove passare una serata in compagnia senza risvegli con il mal di testa. Quindi, dimenticate lo stereotipo del classico pub irlandese e proiettatevi verso un’esperienza completamente nuova, dove vivere l’atmosfera accogliente e calorosa del tradizionale pub, ma senza alcol e con il divertimento assicurato. Facciamo un giro da “Board” per capire come funziona e cosa si trova. Al centro del locale, c’è il grande bancone con una vasta gamma di birre artigianali alla spina tutte rigorosamente analcoliche, tra cui la famosa Guinness 0.0 e altre IPA, scure, aromatiche alla frutta, lager, pils, pale ale, heller e golden ale. Per gli amanti dei cocktail, Board propone una lista intrigante e varia di mocktails, che non hanno nulla da invidiare ai classici Gin Tonic, Aperol Spritz e Bloody Mary. Mentre per gli amanti dei liquori, c’è una selezione di 30 proposte analcoliche davvero sorprendente e poi non mancano nemmeno kombucha, sidro analcolico e una carta di vini con etichette “de-alcolate” di alta qualità, frizzanti e ferme.
pasta.png
E la cucina?
Come nella migliore tradizione irlandese, la cucina è sempre aperta e da “Board” è possibile gustare piatti salati e dolci preparati al momento. Il menù offre anche una sezione vegana e dalle 16 in poi si sforna la pizza. “Board è il luogo ideale per chi desidera divertirsi e socializzare in un ambiente sano e sicuro, senza rinunciare al gusto e al piacere di una birra o un cocktail”, ci raccontano i titolari – “e, oltre a bere, mangiare e fare due chiacchiere, si gioca e ci si diverte”.
Con oltre 200 giochi da tavolo a disposizione dei clienti, l’offerta ludica non manca ed è completamente gratuita: si va dai classici Monopoly e Yahtzee, agli “strategy games” Risiko e Catan o il super competitivo Articulate! C’è spazio anche per i clienti più meditativi, con un angolo dedicato agli scacchi. E, come in tutti i pub che si rispettino, in calendario ci sono serate di musica (tra cui il jazz), comicità, quiz, bingo e proiezioni sportive di grandi eventi.
Ma il “Board” non è il primissimo pub alcol free della storia: se facciamo un salto indietro nel tempo, già nel 2019 assistiamo a un esperimento. Apre sempre a Dublino, città che ha fatto un vanto della cultura goliardica del pub, il “ Virgin Mary Bar” rigorosamente “alcol free”. Una sfida all’epoca ambiziosa che puntava tutto su una nicchia di mercato destinata a crescere e cercava di offrire anche delle alternative all’alcol varie e di qualità. Non a caso la drink list dell’epoca fu firmata dalla bar manager Anna Walsh, già premiata in passato per le sue miscelazioni analcoliche, di grande personalità e che vogliono e possono piacere anche a chi di solito ordina cocktail convenzionali. Oggi continua la strada iniziata dalla Walsh il nuovo Beverage Director Alex Morrel, con i suoi cocktail, puliti ed equilibrati. Tornando ai consumi di bevande analcoliche e/o a basso contenuto alcolico, possiamo confermare che questi sono in aumento. E, per farvi capire in che direzione stiamo andando, vi diamo qualche numero.
mandolin.png
Un trend che si è innescato in modo particolare dopo la pandemia, periodo in cui l’acquisto di vini e superalcolici ha avuto dei veri picchi con conseguenze sui consumi: “Nel periodo della pandemia ci siamo accorti che bevevamo decisamente troppo – ha dichiarato a “Forbes” il capo della ricerca di “Marketplace” – cosa che ha coinvolto tutte le generazioni in modo trasversale”. E ora Gen Z e millenial, a riprova di un’inversione di rotta, lanciano su TikTok il trend della sobrietà.
Di che si tratta?
Sui social si sta diffondendo la “Recovering Party Girl”, con cui si raccontano episodi di esagerazione alcolica e di come si riesca a superare la cosa e a frequentare “luoghi festosi senza alcol in corpo”. Dopo il primo episodio, i video di ragazze che si riprendono in discoteca mentre ballano sobrie e si divertono comunque, scambiandosi consigli su cosa quali mocktail (cocktail senza alcol, ndr) bere, si sono moltiplicati e le visualizzazioni sono schizzate alle stelle. C’è una nuova sensibilità che punta sul valore della sobrietà e sulla svalorizzazione dell’uso, specie se abusato, di qualunque bevanda alcolica e non a caso l’industria ha cominciato a produrre le “Nolos” (No alcohol, low alcohol beverages) che stanno guadagnando sempre più ampie fette di mercato sia a livello nazionale che internazionale.
mandolin.png
autore.jpg

di Giusy Ferraina

Giulia & Giulia: campionesse del mondo

Non so a voi ma a me ricordano un po’ come “Kramer contro Kramer” o, forse, “Will &...

Per una pizzeria relazionale. Accogliente. Etica. Inclusiva.

Tre giorni. Tre giorni per provare a mettere un punto, per costruire un percorso, per...

Menù Engineering

Immaginate di entrare in pizzeria: il profumo di basilico e delle pizze che sfrigolano...

E se il pub del futuro fosse senza alcol?

Bere senza alcol ma senza perdersi il gusto di un cocktail o di una birra? Si può… Una...

IL PIZZATORE: ERRICO PORZIO

Errico Porzio, originario di Soccavo, un quartiere di Napoli, è un pizzaiolo del...