Rosso come il riscatto
Quando il pomodoro è più che buono
Verrebbe da pensare che il pomodoro sia sempre stato nostro. In fondo è parte del cuore della cucina italiana, basti pensare alla pasta al sugo, alla pizza, al ragù… difficile immaginare la nostra tavola senza.
E, invece, viene da lontano e ha dovuto aspettare per diventare quello che è oggi. Il Sud, però, ha saputo accoglierlo bene, trasformandolo in ricchezza e identità; partendo dal Sudamerica, passando per la Spagna, fino ad arrivare a noi, dal San Marzano al Piennolo, al Ciliegino, al Cuore di Bue, il pomodoro è un must. Ma la storia più potente è quella che racconta oggi. Il pomodoro, infatti, è diventato un frutto del riscatto. Oggi è al centro di progetti che parlano di giustizia, lavoro dignitoso, legalità e sostenibilità. È il fulcro di cooperative e iniziative che lo hanno reso simbolo di un impegno collettivo, fatto di scelte coraggiose. Perché sì, purtroppo non è un segreto che dietro una passata a basso costo, troppo spesso si nascondono sfruttamento e illegalità. Oltre 180.000 lavoratori - in gran parte migranti - sono impiegati in condizioni irregolari, sotto il sole cocente, per meno di 3 euro l’ora. Un sistema disumano, fondato sul caporalato, che calpesta diritti e dignità, inquinando l’intera filiera.
Ecco perché questi progetti contano. Perché dimostrano che un’alternativa è possibile. Che il pomodoro può essere simbolo di bellezza ma anche di rispetto, giustizia e cambiamento.
C’è chi coltiva terreni confiscati alla mafia, come Libera Terra, le cui cooperative lavorano con metodi biologici, rispettando ambiente e diritti dei lavoratori (Sicilia e Puglia). Raccogliendo e lavorando manualmente, custodiscono i sapori autentici del Sud, coltivando pomodoro e altri prodotti biologici su terreni confiscati alla mafia, e restituendo così alle comunità ciò che era stato sottratto. Il progetto - con coraggio - riporta dignità e speranza a territori profondamente segnati. Da tempo, questa realtà rappresenta un modello concreto di economia etica e sostenibile, dove il lavoro agricolo diventa uno strumento di riscatto sociale e legalità. Attraverso la creazione di aziende cooperative autonome e durature, promuove sviluppo, occupazione e un sistema economico fondato su valori autentici.