Per una pizzeria relazionale. Accogliente. Etica. Inclusiva.

Tre giorni. Tre giorni per provare a mettere un punto, per costruire un percorso, per raccontare che “un altro mondo è possibile”.
Tre giorni “senza giacca” ma in maniche di camicia, che vuol dire: tre giorni senza passerelle e relatori ma con tante compagne e compagni di lavoro.
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Questo è stato quest’anno il “Pizza World Forum” (nato nel 2019 da un’idea di David Mandolin) e curato da “Pizza e Pasta Italiana” per il “XXXI Campionato Mondiale della Pizza” di Parma.
In questi tre giorni, abbiamo provato a parlare con chi pensa che urlare e fare guerre (non solo negli scenari bellici mondiali in costante aumento ma anche sui luoghi di lavoro e nelle relazioni interpersonali) non sia l’unico modo di vivere.
 
Anzi, che questo sia forse il peggiore. Ecco perché ci siamo occupati di differenze e identità di genere, razzismo, impegno sociale, diversabilità, riconoscimento della professionalità dei pizzaioli, inclusività e convivialità negli incontri che sono andati sotto il titolo generale di “Diversamente Pizza”. Per far capire come sono nati gli appuntamenti di quest’anno, credo sia necessario tornare indietro a marzo 2020 quando, all’alba del Covid, ricevetti una telefonata da un uomo straordinario, della cui amicizia mi sono onorato. Mi disse che non se ne poteva più del marketing urlato e bellicoso e che, per questo, stava provando a far penetrare nella contemporaneità quello che riteneva sarebbe stato il marketing del futuro, ovvero il marketing “relazionale”.
Quell’uomo era Giuseppe Vignato, colui che – senza mezzi termini – ha rivoluzionato lo storytelling della pizza. Quella telefonata fu l’ultima che ebbi con lui, perché Giuseppe fu trovato morto qualche settimana dopo a causa di un arresto cardiaco.
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È pensando a lui che, dopo 4 anni, “Pizza e Pasta Italiana” ha voluto farsi capofila nella costruzione del Manifesto della pizzeria relazionale, un decalogo in 10 punti che trovate nelle pagine che seguono, costruito grazie alle riflessioni fatte tra il 9 e l’11 aprile a Parma con “compagni di percorso” che di pizza e comunicazione se ne intendono davvero, ovvero: Alfonso Pecoraro Scanio (già Ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura), il Senatore Bartolomeo Amidei, la chef Victoire Gouloubi; Antonio Pace, fondatore e presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana; Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia; Franco Manna, fondatore di “Rossopomodoro”; Alessandro Condurro, AD di “Pizzeria Da Michele in the World”; Carlo Fumo, autore e regista di “PizzaGirls” (ora in onda su Rai Italia e Rai Premium) e produttore televisivo e cinematografico; Anna Kauber, regista e paesaggista; Pierluigi Simmini, head sales manager di “Too Good To Go - Italia”; Riccardo Agugiaro, AD di “Agugiaro & Figna Molini” e Romolo Verga, AD di “Demetra Food”. Insieme a loro, le pizzaiole e i pizzaioli che hanno offerto il proprio contributo sono stati: il decano dei pizzaiuoli napoletani. Antonio Starita, già Vicepresidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani; Corey Watson, ideatore del progetto “Pizza for Ukraine”; Francesca Gerbasio, chiocciola di “Osterie d’Italia” di Slow Food Editore; Salvatore Lioniello, Frank Cavaliere, Giuseppe Lucia, Pino Longo, Giulia Zanni, Francesca Calvi e Stefano Callegari. Consentitemi di dire: un vero “parterre de roi”!
Ecco perché ringrazio pubblicamente e personalmente la redazione di “Pizza e Pasta Italiana” che, durante la serata delle premiazioni, ha presentato la sintesi dei lavori della tre giorni sul palco del XXXI Campionato Mondiale della Pizza.
 
Sono dunque felice di presentarvi il “Manifesto della Pizzeria relazionale”, sperando che, almeno in qualche punto, Giuseppe, abbiamo onorato la tua memoria.
Buona pizza a tutt*!
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Il Manifesto della Pizzeria Relazionale
 

Premessa
La pizza nasce da un suolo fertile, esprime la biodiversità del territorio e racconta la storia delle popolazioni che lo abitano. La pizza è sintesi culturale e umana dei nostri territori. La pizza è identità da raccontare e in cui riconoscersi.
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01. STORIE | La pizzeria relazionale è luogo di storie.
Ogni pizza è una storia, un’idea, una persona, un valore, un paesaggio: è memoria.
 
02. CONSAPEVOLEZZA | La pizzeria relazionale è consapevole.
Ha rispetto e si pone all’ascolto del passato, avendo coscienza del presente.
 
03. CONOSCENZA | La pizzeria relazionale è luogo di conoscenza.
Si nutre di tecnica, di saperi e di curiosità. Può e deve essere luogo di cultura e conoscenza delle materie prime, del territorio, della loro storia e del loro valore.
 
04. SOSTENIBILITÀ | La pizzeria relazionale è “zero sprechi” e contrasta gli effetti del cambiamento climatico.
Mette al centro della propria identità la riduzione degli sprechi, evitando il consumo inutile di ingredienti e risorse preziose, compiendo azioni positive attraverso il bilanciamento delle risorse energetiche utilizzate.
 
05. ACCESSIBILITÀ | La pizzeria relazionale è accessibile.
È un luogo inclusivo, accogliente ed accessibile a tutte e a tutti, dai dipendenti ai fruitori, grazie all’abbattimento delle barriere socioeconomiche, oltre che architettoniche.
 
06. LINGUAGGI | La pizzeria relazionale parla la lingua del pensiero, delle emozioni e della tecnologia.
Riduce le barriere di comunicazione e facilita l’espressione delle emozioni, anche attraverso l’uso di tecnologie inclusive.
 
07. DIVERSITÀ | La pizzeria relazionale abbatte le barriere e accoglie le diversità.
Pone al primo posto la conoscenza e la gestione delle materie prime, tenendo conto delle scelte alimentari dettate da religione, etica e ben essere.
 
08. RISPETTO | La pizzeria relazionale ha rispetto.
Rispetto dei dipendenti e dei collaboratori, rispetto dei fruitori e di tutti gli attori della filiera, rispetto delle identità di genere: la pizzeria relazionale ha infiniti colori.
 
09. CONNESSIONE | La pizzeria relazionale è connessione.
È luogo in cui coltivare relazioni reali e favorire l’interazione tra le persone. È ponte per creare con altri nel mondo un’esperienza di condivisione dello spazio e dei sapori: la pizza è vicinanza.
 
10. FUTURO | La pizzeria relazionale costruisce il futuro.
Lo immagina e lo anima secondo i principi dell’accoglienza, dell’etica e dell’inclusione.
 
La pizzeria è il format della relazione: trasversale, capace di parlare a tutti e – nel contempo – evoluzione alta di un concetto che trova nel connubio con la cucina la sua massima espressione gastronomica, culturale ed esperienziale. La pizza di oggi contribuisce a sognare e costruire un domani migliore.
 
Parma,
giovedì 11 aprile 2024
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di Antonio Puzzi

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