I lievitati delle feste
Ai quattro angoli del globo
Se guardiamo ad appena una decina di anni fa, un prodotto come il panettone era praticamente sconosciuto a livello internazionale e gli italiani che vivevano all’estero dovevano fare salti mortali per reperirlo nel luogo in cui si trovavano e festeggiare il Natale come da tradizione. Per i fortunati che vivevano nelle grandi capitali, c’erano sicuramente dei deli (gastronomie, ndr) di prodotti italiani che acquistavano piccole scorte delle marche da supermercato più note, rivendendole ovviamente al triplo del prezzo. Non tutti però avevano un accesso così semplice.
A distanza di un decennio, il panettone è diventato uno dei lievitati italiani più famosi, disponibile ormai anche fuori stagione ed esportato da piccoli artigiani italiani in tutto il mondo, quando non addirittura reperibile direttamente sul posto da bakery locali.
Un po’ come i pizzaioli, i fornai e le loro conoscenze hanno viaggiato, facendo uscire il panettone dalla sua nicchia e rendendolo un patrimonio mondiale. Tanto che nell’ultimo campionato mondiale - perché c’è sempre un campionato mondiale - è stata la squadra taiwanese ad aggiudicarsi il trofeo per il primo posto.
Il che fa pensare: ma se il panettone è così ubiquo e ha ormai trasceso non solo i confini nazionali ma anche quelli della festività natalizia, a quali prodotti di lievitazione dovremmo guardare nei vari Paesi per tornare a mangiare qualcosa che sia autoctono e tradizionale?
Salta fuori che il panettone non è neanche così unico come prodotto. Nelle comunità ortodosse dei paesi dell’Europa centro-orientale, per le festività pasquali si mangia la Paska, un dolce ucraino che assomiglia in tutto e per tutto al nostro lievitato natalizio, a partire dagli ingredienti: farina, burro e uova sono tra quelli principali, anche se poi l’impasto viene realizzato con il latte, invece che con l’acqua.

