PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

PIZZA E PASTA ITALIANA

Dal 1989

Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

La rivista nata nel 1989, è la più conosciuta al mondo nel settore specifico e più generalmente nel settore Ristorazione con pizza e Ristorazione classica. Oltre 25 anni di editoria specializzata per operatori del settore. Sfoglia la rivista online: tutto quello che succede nel mondo pizza, e non solo, viene riportato con precisi reportage, rubriche e redazionali.

Editoriale del mese

La pizza ha tutti i titoli per essere considerata l’emblema della globalizzazione, meglio di qualsiasi altro prodotto alimentare. Preparazione antichissima, conservata a Napoli che l’ha fatta evolvere fino a ottenere un piatto prestigioso, diffuso e gradito in tutto il mondo, la pizza ci dà la misura di come le fragili barriere innalzate dagli uomini nel corso del tempo – e qualcuna sorge anche oggi, come in Israele e tra Usa e Messico – non solo siano antistoriche, ma siano desinate inevitabilmente a frantumarsi, come il famigerato “muro di Berlino”, perché simbolo di egoismo, inciviltà e miopia mentale.
 
La pizza – consumata con piacere in ogni continente - ci dice che l’umanità è una e una sola, che tutte le persone che abitano il pianeta sono uguali e hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri, che l’egoismo, l’arroganza, la stupidità di alcuni è indice di ignoranza e di debolezza, mentre capire che siamo uguali, quindi solidali, è segno di intelligenza. Se riflettiamo su ciò che è e ciò che significa la pizza oggi ci rendiamo conto non solo del suo valore alimentare – non per nulla è il piatto in assoluto più mangiato ogni giorni nel mondo – ma anche del suo valore simbolico, della sua capacità di unire e affratellare gli uomini e le donne che abitano questo nostro pianeta. Basterà essere a Parma dal 9 all’11 aprile prossimi per vedere assieme in spirito di vera amicizia e ammirevole collaborazione pizzaioli italiani, russi, statunitensi, tedeschi, giapponesi, francesi, australiani, argentini, cinesi e via via di oltre 40 Paesi del mondo, tutti uniti nel nome della pizza. E pizzaioli di tante parti del mondo si ritrovano in numerose altre manifestazioni, come nel Giropizza d’Europa, e ancora ad Amburgo, a Mosca, a Las Vegas, a Shanghai.
 
Io credo che dobbiamo riflettere sul valore non solo simbolico di questi eventi: i giovani non accettano più le barriere fra Paese e Paese, fra popolo e popolo; rifiutano le frontiere, le dogane, i passaporti quando non sono strettamente necessari. Amano la libertà e sanno che il colore della pelle, la lingua, la religione non devono dividere, semmai arricchire e rendere più bella la vita. La pizza è anche questo e molto altro e ci sono sufficienti motivi perché il prossimo Campionato Mondiale della Pizza a Parma sia ancora una volta non solo una gara affascinante, ma un evento di alto valore culturale, sociale e politico. E così ci piacerebbe che fosse anche il mondo.
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di Giampiero Rorato