PIZZA E PASTA ITALIANA

Since 1989

PIZZA E PASTA ITALIANA

Since 1989

Mensile di Pizza, Pasta, Enogastronomia e Cultura

Pizza e Pasta italiana

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Editoriale del mese

La ristorazione italiana è una delle colonne portanti del movimento turistico che, da alcuni anni,  anche grazie ai lungimiranti provvedimenti del precedente ministro Franceschini, ha ripreso finalmente a crescere, ampliando l’interesse dei turisti stranieri non solo per il mare, la montagna e i laghi; non solo per Roma, Venezia e Firenze; ma anche per le altre grandi città, come Milano, Napoli, Palermo e molte città di provincia, come, ad esempio, Verona, Lucca, Ferrara, Perugia, Bari, Caserta, Matera, oltre alle tantissime città d’arte, in molti casi, specie al Centrosud, ricchissime di reperti archeologici greci e romani e di monumenti longobardi, arabi, normanni, svevi, spagnoli.
 
Questo straordinario sviluppo che sta interessando l’intera Italia, isole comprese, l’ha ben sottolineato di recente Giorgio Palmucci, presidente di Confindustria alberghi: «Il turismo in Italia - ha detto - sta attraversando una fase molto importante. Da un lato diversi fattori hanno concorso in questi anni a un complessivo rilancio del Paese, dall’altro l’intero settore, a livello internazionale, è attraversato da profondi e veloci cambiamenti che aprono la strada a grandi opportunità, ma anche ad alcuni rischi su cui sarà necessario riflettere e agire in fretta. Penso all’abusivismo diffuso e ad altre forme che, in particolare nell’ambito della ricettività, si sono enormemente moltiplicate senza regole». I problemi non mancano, certo, ma i successi ottenuti sono enormi e hanno prodotto, fra l’altro, molti nuovi posti di lavoro, mostrando una strada sulla quale conviene proseguire.
 
In questo quadro, l’ospitalità e la ristorazione giocano un ruolo fondamentale ed è bene che il nuovo Ministro del Turismo, sulla scia dei felici accordi presi in precedenza tra Ministro delle Risorse Agricole, Ministero della Cultura e del Turismo e Accademia Italiana della Cucina, si impegni non tanto a promuovere l’Italia all’estero – ormai ci conoscono tutti e poi bastano i social – ma a migliorare l’efficienza del complesso sistema ristorativo-alberghiero con interventi mirati a ulteriormente qualificare la professionalità degli operatori oltre a ammodernare le strutture secondo i più attuali criteri internazionali.
 
La bellissima estate che sta per concludersi, con piena soddisfazione degli operatori turistici e delle realtà ristorative e alberghiere, sia il presupposto per nuovi solidi impegni delle istituzioni per rendere l’Italia ancor più ricercata quale Paese del Bello e del Buono, caratteristiche che già possiede, e che possono essere ulteriormente sviluppate, valorizzando le professionalità e migliorando le strutture ricettive.
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di Giampiero Rorato